Free Writing – ringraziare l’armadio

10
May
2012

Il Free Writing merita una categoria sua.

Chi frequenta la scrittura conosce il significato e l’utilità di scolare i pensieri su un foglio, così come vengono, senza pidocchioserie sintattiche, senza pruriginoso senso, senza il boia-editore-di-se-stessi che ci guarda, sorride e lecca l’ascia con cui sicuramente ci decapiterà al primo illecito logico. Perché tanto capiterà, e lui lo sa. E pure noi, perché lo abbiamo infilzato nel cervello dal primo temino alle elementari.

Tutti gli altri li rimando a questo post, dove è spiegato in modo apprezzabile cos’è il Free Writing e come opera.

Ho almeno sei blocchi in carne ed ossa in cui allevo la scrittura brada. Se un giorno la mia bicocca dovesse prendere fuoco, la bastardissima fortuna salverà quei blocchi e farà falò con tutti gli altri – compresa me -, così qualche postero potrà dire: ” Io v’oo avevo detto che era na pazza scannata!”

Postero, sappi che tu già mi stai qui!

Leggi tutto

Lettera ad un padre mai nato

19
Mar
2012

Nascere non è solo roba da figli, anche i padri nascono. Nascondo quando sulla loro strada incontrano una persona nuova, che prima non esisteva, che non è mai stata dietro di loro e non potrà mai starci, una persona che non ha mai camminato e ha bisogno di capire dove deve andare, come, ma soprattutto perché. Prendere per mano quella persona vuol dire diventare padre.

Tu non sei mai nato. Non con me, almeno.

Voglio raccontarti come sarebbe stato se invece di passarmi avanti ti fossi fermato e mi avessi teso la mano; sicura che non ti fermerai nemmeno stavolta, ma io non voglio stare dietro ad un’immagine che non avrà mai né pelle né carne né ossa…né amore per me. Ormai ho capito dove devo andare, come farmi scivolare la strada sotto i piedi, ma soprattutto perché. Non puoi diventare mio padre adesso. E in fondo so che non lo vuoi.

Ecco, quando ero molto piccola non chiedevo mai tu dove fossi perché la mia normalità non sentiva spazi vuoti, sapevo della tua esistenza, sapevo che c’entravi qualcosa con me, ma non sapevo dove collocarti nella mia vita. Andando a scuola ho capito, o meglio, il resto del mondo si è impuntato a farmelo capire.
Io non piangevo. Cadevo e non piangevo. Mi arrivava un sasso in testa giocando con gli amici e non piangevo. Mi facevano le punture e non piangevo. Mi sgridavano e non piangevo. Per i grandi, tranne che per mamma e nonna, ero sbagliata perché non piangevo. E non piangevo la tua mancanza. E non piangevo quando durante la festa del papà non avevo nessuno cui dare il biglietto che a scuola ci obbligavano a scrivere: lo lasciavo sotto il banco di qualcun altro convinta che sarebbe sopravvissuto. Con me sarebbe morto.

“Tu non hai il padre”, dicevano le maestre. (In verità qualcuna usava proprio il termine “bastarda”.)
“Tu non hai il padre”, dicevano i compagni di classe.
“Quella non ha il padre”, dicevano le madri degli altri per convincersi che loro, a differenza di mia madre, avevano saputo scegliere l’uomo con cui fare i figli. E comunque ero fallata ai loro occhi, mai troppo bambina per evitarmi le loro cattiverie. Mi facevano pena, ero più piccola di loro e mi facevano pena.
Leggi tutto

La sfacciata

14
Jan
2012

Ormai la mia tavoletta Wacom è invecchiata. Non risponde più come dovrebbe, non ci sente, non mi segue, s’addormenta mentre lavoro, ha delle rughe talmente profonde che ci si gioca a biglie.

Contavo di continuare Missione di Pace nei tempi morti, ma lei e lo scanner fanno coppia fissa all’ospizio, così ho deciso di prendere un’aspettativa, almeno fino a quando non avrò pecunia per comprare questa meraviglia.

Quindi nell’anno stellare 29629.mai.

A meno che la Wacom non voglia investire su di me e barattare una Cintiq 12WX con quattro anni di spazio banner su questo blog o su blog.pikadilly.it, allora rimando alla pagina contatti.

Ma con tutti i disegnatori di fino che ci sono in giro sui quali investire, la Wacom al massimo mi manda una tavoletta di pietra accompagnata da un biglietto con su scritto: “Parti dalle basi, tie’, te c’avemo messo pure ‘no scalpello a pile!”

Wanted

24
Dec
2011

J Natale

Cos’è

11
Jun
2011

E’ lui.

Se ti incontra, ti ruba tutto, anche il sole.
Ma non è un ladro.
Alle volte lo cerchi, altre volte lo aspetti, convinto che segua la coda del prima o poi.
Non si respira, ma profuma.
Non si tocca, ma pesa.
E poi lo vedi ovunque anche se non riesci a presentarlo agli amici perché è invisibile.
Solo che certe volte si rompe e fa male.
E ti accorgi che non sei più libero.
Ti basta una volta e tu non sei più tu nemmeno allo specchio.
Se prendi il treno in quella stazione, poi non puoi più scendere.
O ti butti o continui a viaggiare.
C’è chi aspetta sempre la prossima stazione, ché magari va meglio.
E chi invece il meglio lo ha trovato una volta e viaggia senza ascoltare la voce che annuncia la fermata successiva.
E va bene così.

Leggi tutto

Quello che so

18
May
2011

J…so che voglio raccontare questa storia perché mi vibra nelle mani.
…so cosa devono dire i personaggi.
…so che J è scema.
…so che J non è sola…mai!
…so che io la amo anche se è un disegno.
…so che il capitano Kirk non bacerà nessuno prima di McCoy.
…so che Spock non si concederà a J nemmeno dopo aver saputo che…
…so che non vi dirò cosa viene a sapere Spock.
…so che J è costretta a fare quella cosa…
…so che amo anche Spock, il mio Spock, nonostante non assomigli per niente a quello vero.
…so che amo anche quello vero.
…so che amo la foto linkata sotto al primo vero, due righe più su.
…so che il vero Spock mi troverebbe illogica e poco più sensata della parrucca di Chekov.
…so che ho quasi 28 anni e faccio ridere interi pollai, oltre che alienarmi potenziali datori di lavoro.
…so che ci saranno anche Han Solo e Chewbacca.
…so che Han Solo odierà Spock ancora prima di incontrarlo.
…so che Scott si farà corrompere da J con una bottiglia di Scotch.
…so che i capelli lunghi di J hanno un preciso scopo.
…so che ho lievitato un po’ troppo i muscoli di Darth.
…so che disegnare la maschera di Darth è stato un vero macello.
…so che Darth non è mio fratello e dovrei chiamarlo per nome e cognome.
…so che se lo chiamo per nome e cognome non arrivo più perché dovrei scrivere Anakin Skywalker inteso Lord Darth Vader o Lord Dart Fener per noi italiani.
…so che nella mia storia i nomi sono originali.
…so che le facce di tutti sono diverse da una scena all’altra.
…so di essere una schiappa nelle caratterizzazioni.
…so la fine della storia.
…so anche che non ve ne po’ frega’ de meno.

Quello che  non so è quando riuscirò a terminare la prima puntata! :(

 

Torna Su
Pagina 1 di 812345...Last »