Scrivete

26
Dec
2010

In lontananza, il Natale rumoreggiava tra piatti e forchette, tra pandori innevati e carte da regalo dimenticate.

Nostra nonna, sdraiata sulla sua vecchiaia, non riusciva a piegarsi di fronte i minatori del tempo, allora ci dormiva sopra. Comunque non li avrebbe sfuggiti, era troppo stanca di coltivare la vita.

La vedevamo desinare con il pranzo di Natale, tossire e poi ridersi in faccia, mentre nostra madre le orbitava attorno creandole quel poco di atmosfera felice che sembra obbligatoria a Natale.
Non capivamo che gioco fosse la morte e perché veleggiasse in quella stanza nonostante fossimo tutti vivi.

Io e mio fratello avevamo ricevuto una macchina da scrivere, una di quelle che a guardarle non sembrano abbastanza forti per un romanzo, ma per i bambini andava bene: ci si poteva giocare al romanziere.
Quella mattina la portammo con noi e cominciammo a scrivere a nostra nonna delle lettere, informandola di ogni frase, di ogni parola.

Tic, tac, tic, tac, “Cara nonna”, tic, tac, tic, tac.

“Le date fastidio!”, urlò nostra zia schiaffeggiando la piccola atmosfera serena che stavamo costruendo.

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Auguri Roma

21
Apr
2010

“Guarda da quella parte”, disse mio fratello sorridendo.
“Che c’è di là?”
“Tu guarda”, rispose convinto.

Non capivo, cosa potesse mai esserci là. Vedevo un vetro appannato e quattro teste muoversi come passivi fiori metropolitani, mentre il treno suonava un ritmo metallico.

Un fulmine sventrò il finestrino, lacerando il tempo scaraventò tutto il mio corpo dentro un’orchestra di sensanzioni impazzite.
Nessuno se ne accorse. Sì, forse solo mio fratello. Lui lo sapeva, ecco di cosa era convinto.

Una pistola carica di storia, pronta a sparare nel mio adolescente animo una pallottola impossibile da estrarre.

Puntata verso di me, quella pistola era San Pietro.

Ce l’avevo con i miei occhi incapaci di far entrare così tanta bellezza, li volevo più grandi, li volevo più forti…li volevo, volevo un altro paio di occhi, perché quelli che avevo non mi bastavano!

Ero a Roma.
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Osservazioni di una lettrice qualunque

16
Jan
2010

ScriverePika, no, un altro blog?
Sì, un altro blog.
Perché gli scrittori possono scrivere un libro all’anno e io non posso aprire un blog all’anno?

Uno, nessuno e centomila blog. Avrebbe detto Pirandello.
Questa volta è diverso. Direbbe Becky Bloomwood.

Lo so cosa stanno pensando i talebani della letteratura: questa pazza mischia il caviale (Pirandello) con le uova di gallina (Sophie Kinsella).

E sapete cosa penso io? Che apro questo blog proprio per parlare sia di letteratura a cinque stelle sia di quella da pollaio, senza troppi intellettualismi, privandomi così della rogna di dire ciò che vale o non vale la pena di leggere.
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