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	<title>Pikadilly</title>
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	<description>Osservazioni di una lettrice qualunque</description>
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		<title>Free Writing &#8211; ringraziare l&#8217;armadio</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 13:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Free Writing]]></category>
		<category><![CDATA[free writing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Free Writing merita una categoria sua. Chi frequenta la scrittura conosce il significato e l&#8217;utilità di scolare i pensieri su un foglio, così come vengono, senza pidocchioserie sintattiche, senza pruriginoso senso, senza il boia-editore-di-se-stessi che ci guarda, sorride e lecca l&#8217;ascia con cui sicuramente ci decapiterà al primo illecito logico. Perché tanto capiterà, e lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Free Writing" src="http://www.pikadilly.it/images/sciolti/writing.jpg" alt="" width="81" height="147" />Il <strong>Free Writing</strong> merita una categoria sua.</p>
<p>Chi frequenta la scrittura conosce il significato e l&#8217;utilità di scolare i pensieri su un foglio, così come vengono, senza pidocchioserie sintattiche, senza pruriginoso senso, senza il boia-editore-di-se-stessi che ci guarda, sorride e lecca l&#8217;ascia con cui sicuramente ci decapiterà al primo illecito logico. Perché tanto capiterà, e lui lo sa. E pure noi, perché lo abbiamo infilzato nel cervello dal primo temino alle elementari.</p>
<p>Tutti gli altri li rimando a questo <a href="http://www.scritturaselvaggia.it/le-regole-del-free-writing/">post</a>, dove è spiegato in modo apprezzabile cos&#8217;è il <strong>Free Writing</strong> e come opera.</p>
<p>Ho almeno sei blocchi in carne ed ossa in cui allevo la scrittura brada. Se un giorno la mia bicocca dovesse prendere fuoco, la bastardissima <em>fortuna</em> salverà quei blocchi e farà falò con tutti gli altri &#8211; compresa me -, così qualche postero potrà dire: &#8221; Io v&#8217;oo avevo detto che era na pazza scannata!&#8221;</p>
<p>Postero, sappi che tu già mi stai qui!</p>
<p><span id="more-984"></span></p>
<p>Per salvaguardare la mia immagine post mortem, ho deciso di condividere in questa sede qualche <em>freewritingata</em>: co&#8217; &#8216;sta mossa posso provare che in quei blocchi, accanto ad un&#8217;overdose di follia c&#8217;è anche una serissima fantasia che cerca di farsi conoscere al naturale, cosa che non è le permessa normalmente quando grammatica, senso e accidenti vari le impediscono di denudare le parole e lasciarle correre fringuelle per il foglio.</p>
<p>Perché sì, magari non c&#8217;è niente di logico e di comprensibile in un&#8217;orgia di frasi sdoganate senza un minimo di filtraggio, ma personalmente ci trovo ogni volta una natura diversa, tutte rigorosamente mie, saporite e grigie in modi che probabilmente non suonano la stessa sinfonia, ma sanno andare a tempo e  sono genuine e innocenti e naturali come non potrebbe esserlo nemmeno l&#8217;albero che dice di No fuori dalla finestra.</p>
<p>E comunque fa bene far defluire i pensieri senza perquisirli.</p>
<p>Va bene, dopo la morale da anticamera del dottore, passo alla <em>freewrittata </em>number one che vorrei condividere: la prima che mi è capitata sotto mano, una qualsiasi, non la più bella né la più brutta.</p>
<blockquote><p>Volatile smadonnato sulle sedie di casa barilla nella seconda metà di occhi chiusi, tu devi sentire che nero è questo telefono quando sogna di stare sulle nuvole insieme alle mucche analfabete e tipo pecore. Nella chiavetta comunque c&#8217;è una signora che spazza con le sigarette, io te lo dico perché sei tu ma anche per sei settantatre, perché quando poi ti vengono a pestare le cuffie ci sbattono anche i conigli. Ma se domani lo apri con un libro e dimentichi le sottilette nella serratura capisci che la giacca cammina da sola anche quando è un filo tirato e un capello d&#8217;aranciata. Sotterro le zecche nella pasta e poi chiamo i quadri che scendono dalla merenda e si mettono a giocare con la schiuma della barba, la parabola schiaccia i sassi e la pianta della cavalla è morta perché non le ho dato la senape nel piatto di plastica. Io lo sapevo che viveva a testa in giù come quando spulci le canzoni di un cuoco. Un neo non sbollenta bene senza scapole quando va a fare la spesa al secchio dell&#8217;immondizia. Ecco perché oggi ringrazio l&#8217;armadio!&#8221;</p></blockquote>
<p>Sento la sirena della croce verde farsi sempre più intensa. Io scappo, se qualcuno mi cerca dite che il Free Writing è una cosa perfettamente legale in certi ambienti e che comunque sono andata a ringraziare l&#8217;armadio e non ho tempo di provare una camicetta nuova, nemmeno se ha le maniche lunghe lunghe lunghe e comode da legare dietro!</p>
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		<title>Lettera ad un padre mai nato</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 12:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penna libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Nascere non è solo roba da figli, anche i padri nascono. Nascondo quando sulla loro strada incontrano una persona nuova, che prima non esisteva, che non è mai stata dietro di loro e non potrà mai starci, una persona che non ha mai camminato e ha bisogno di capire dove deve andare, come, ma soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nascere non è solo roba da figli, anche i padri nascono. Nascondo quando sulla loro strada incontrano una persona nuova, che prima non esisteva, che non è mai stata dietro di loro e non potrà mai starci, una persona che non ha mai camminato e ha bisogno di capire dove deve andare, come, ma soprattutto perché. Prendere per mano quella persona vuol dire diventare padre.</p>
<p>Tu non sei mai nato. Non con me, almeno.</p>
<p>Voglio raccontarti come sarebbe stato se invece di passarmi avanti ti fossi fermato e mi avessi teso la mano; sicura che non ti fermerai nemmeno stavolta, ma io non voglio stare dietro ad un&#8217;immagine che non avrà mai né pelle né carne né ossa&#8230;né amore per me. Ormai ho capito dove devo andare, come farmi scivolare la strada sotto i piedi, ma soprattutto perché. Non puoi diventare mio padre adesso. E in fondo so che non lo vuoi.</p>
<p>Ecco, quando ero molto piccola non chiedevo mai tu dove fossi perché la mia normalità non sentiva spazi vuoti, sapevo della tua esistenza, sapevo che c&#8217;entravi qualcosa con me, ma non sapevo dove collocarti nella mia vita. Andando a scuola ho capito, o meglio, il resto del mondo si è impuntato a farmelo capire.<br />
Io non piangevo. Cadevo e non piangevo. Mi arrivava un sasso in testa giocando con gli amici e non piangevo. Mi facevano le punture e non piangevo. Mi sgridavano e non piangevo. Per i grandi, tranne che per mamma e nonna, ero sbagliata perché non piangevo. E non piangevo la tua mancanza. E non piangevo quando durante la festa del papà non avevo nessuno cui dare il biglietto che a scuola ci obbligavano a scrivere: lo lasciavo sotto il banco di qualcun altro convinta che sarebbe sopravvissuto. Con me sarebbe morto.</p>
<p>&#8220;Tu non hai il padre&#8221;, dicevano le maestre. (In verità qualcuna usava proprio il termine &#8220;bastarda&#8221;.)<br />
&#8220;Tu non hai il padre&#8221;, dicevano i compagni di classe.<br />
&#8220;Quella non ha il padre&#8221;, dicevano le madri degli altri per convincersi che loro, a differenza di mia madre, avevano saputo scegliere l&#8217;uomo con cui fare i figli. E comunque ero fallata ai loro occhi, mai troppo bambina per evitarmi le loro cattiverie. Mi facevano pena, ero più piccola di loro e mi facevano pena.<br />
<span id="more-965"></span></p>
<p>Cosa mi mancasse di preciso non lo sapevo, avevo uno spazio che fino ad allora era semplicemente uno spazio come tanti altri, poi si è trasformato in un vuoto che andava riempito con qualcosa, con te, ad esempio. Vedevo i miei compagni sfrecciarmi affianco e volare nelle braccia dei loro padri all&#8217;uscita della scuola, felici e sorridenti, mentre io (ma anche A.) camminavo piano, non c&#8217;era mai nessuno ad aspettarmi &#8211; mamma lavorava &#8211; e la strada da fare era lunga, soprattutto quando pioveva. Alle volte mi voltavo e mi chiedevo come mai io non avessi una cosa simile, un uomo pronto a fare da pista di atterraggio, felice di vedermi, che non mi avrebbe mai lasciata per strada da sola, che mi sorridesse in quel modo.</p>
<p>Nessun uomo mi ha mai sorriso in quel modo. Nel modo in cui lo fanno i padri, intendo.</p>
<p>Già, dovevo raccontarti come sarebbe stato se tu ti fossi fermato, ma la verità è che io non riesco più ad immaginare come sarebbe stato, perché ormai la mia pelle non ha più il sapore dell&#8217;infanzia e i dissapori dell&#8217;adolescenza, lei non può tornare indietro, riavvolgere il nastro e raccontare un&#8217;altra storia, non posso farlo nemmeno io. Non voglio farlo.<br />
Devo registrare il futuro, soprattutto dopo questi ultimi dodici anni in cui sono stata costretta a fermare il presente, dimenticare la mia giovinezza, sabotare i miei istinti, convincere le mie mani a non cercare più nessuno che potesse essere te in un&#8217;altra maniera.</p>
<p>Non so come sarebbe stato, sarebbe stato solo diverso. Il peso di questa parola è a volte macigno, a volte piuma.<br />
Probabilmente quell&#8217;accenno di vuoto non sarebbe diventato un burrone in cui per anni ho continuato a cadere sistematicamente, non avrei tentato il furto dei padri altrui, non avrei massacrato la mia infanzia con la convinzione di averti cacciato togliendo un genitore anche a mio fratello, non avrei sentito il bisogno di essere sempre qualcun altro per non farmi abbandonare, probabilmente non avrei nemmeno conosciuto l&#8217;ironia, ma soprattutto avrei pianto. Nelle tue braccia, magari.<br />
Non ci sarebbe stato quello spiffero che mia madre a tutt&#8217;oggi sta cercando di tappare con le sue sole e stremate forze per non farmi/farci congelare, non ci sarebbe stata tanta paura a convincere la mia vita che ero tutta da rifare, non ci sarebbe stato nemmeno il mio coraggio che negli anni mi ha permesso di essere sempre un gradino più su per non perdermi nella folla e non subirne le conseguenze, impermeabile alle offese, abile nel rispondere a tono, decisa come sono ora ad essere felice nonostante tutto, ma soprattutto capace di rischiare; o più semplicemente non ci sarebbe stato un padre mai nato a cui dedicare questa lettera.</p>
<p>Non posso dire cosa ci siamo persi entrambi, perché la storia e il finale del libro che stiamo scrivendo è una conseguenza della nostra reciproca mancanza. Tuttavia oggi mi domando come sarebbe stato per te se tu avessi avuto me.</p>
<p>Ma la risposta la so da sempre: saresti semplicemente nato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La sfacciata</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 20:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penna libera]]></category>
		<category><![CDATA[missione di pace]]></category>
		<category><![CDATA[tavoletta]]></category>
		<category><![CDATA[wacom]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai la mia tavoletta Wacom è invecchiata. Non risponde più come dovrebbe, non ci sente, non mi segue, s&#8217;addormenta mentre lavoro, ha delle rughe talmente profonde che ci si gioca a biglie. Contavo di continuare Missione di Pace nei tempi morti, ma lei e lo scanner fanno coppia fissa all&#8217;ospizio, così ho deciso di prendere un&#8217;aspettativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Keep calm and carry on" src="http://www.pikadilly.it/images/kc.jpg" alt="" width="120" height="169" />Ormai la mia tavoletta Wacom è invecchiata. Non risponde più come dovrebbe, non ci sente, non mi segue, s&#8217;addormenta mentre lavoro, ha delle rughe talmente profonde che ci si gioca a biglie.</p>
<p>Contavo di continuare <a href="http://www.pikadilly.it/olq/category/scarabocchi">Missione di Pace</a> nei tempi morti, ma lei e lo scanner fanno coppia fissa all&#8217;ospizio, così ho deciso di prendere un&#8217;aspettativa, almeno fino a quando non avrò pecunia per comprare questa <a href="http://www.wacom.eu/index2.asp?lang=it&amp;pid=96">meraviglia</a>.</p>
<p>Quindi nell&#8217;anno stellare 29629.mai.</p>
<p>A meno che la Wacom non voglia investire su di me e barattare una Cintiq 12WX con quattro anni di spazio banner su questo blog o su <a href="http://blog.pikadilly.it">blog.pikadilly.it</a>, allora rimando alla pagina <a href="http://www.pikadilly.it/olq/contatti">contatti.</a></p>
<p>Ma con tutti i disegnatori di fino che ci sono in giro sui quali investire, la Wacom al massimo mi manda una tavoletta di pietra accompagnata da un biglietto con su scritto: &#8220;Parti dalle basi, tie&#8217;, te c&#8217;avemo messo pure &#8216;no scalpello a pile!&#8221;</p>
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		<title>Wanted</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 11:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scarabocchi]]></category>
		<category><![CDATA[j]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border-style: initial; border-color: initial; border-image: initial; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="J Natale" src="http://www.pikadilly.it/images/sciolti/natale_j.png" alt="J Natale" width="400" height="693" /></p>
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		</item>
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		<title>Cos&#8217;è</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 13:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pikerie]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; lui. Se ti incontra, ti ruba tutto, anche il sole. Ma non è un ladro. Alle volte lo cerchi, altre volte lo aspetti, convinto che segua la coda del prima o poi. Non si respira, ma profuma. Non si tocca, ma pesa. E poi lo vedi ovunque anche se non riesci a presentarlo agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; lui.</p>
<p>Se ti incontra, ti ruba tutto, anche il sole.<br />
Ma non è un ladro.<br />
Alle volte lo cerchi, altre volte lo aspetti, convinto che segua la coda del prima o poi.<br />
Non si respira, ma profuma.<br />
Non si tocca, ma pesa.<br />
E poi lo vedi ovunque anche se non riesci a presentarlo agli amici perché è invisibile.<br />
Solo che certe volte si rompe e fa male.<br />
E ti accorgi che non sei più libero.<br />
Ti basta una volta e tu non sei più tu nemmeno allo specchio.<br />
Se prendi il treno in quella stazione, poi non puoi più scendere.<br />
O ti butti o continui a viaggiare.<br />
C&#8217;è chi aspetta sempre la prossima stazione, ché magari va meglio.<br />
E chi invece il meglio lo ha trovato una volta e viaggia senza ascoltare la voce che annuncia la fermata successiva.<br />
E va bene così.</p>
<p><span id="more-870"></span>Il cielo lo ha sempre saputo, perché, in fondo, è lui che ha creato tutto.<br />
Quell&#8217;esplosione, quel primo boom si ripete ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo.<br />
Qui. Dentro.<br />
E cresce, tutto cresce.<br />
Più grande.<br />
Più largo.<br />
Più freddo.<br />
Ma le stelle si mettono insieme e si riscaldano.<br />
E diventano galassie.</p>
<p>Alcune volte si ferma e cade e muore e non risorge.<br />
Ma in qualche modo ne nasce un altro.<br />
E si ricomincia.<br />
Forse non so cos&#8217;è, so chi è.<br />
Quando si muove dentro di te, lo vedi muoversi anche fuori.<br />
Se lo fermi, ti fermo anche tu.<br />
Non riesci a parlargli quando ti guarda.<br />
Ti dice ogni cosa.<br />
E&#8217; quando pensi che un paio di braccia riescono a tenere l&#8217;intero l&#8217;universo.<br />
Non quello di tutti.<br />
Il tuo.<br />
E il suo. Ovviamente.<br />
Se sei storto, ti vede dritto.<br />
Se sei brutto, ti vede bello.<br />
Se sei silenzioso, ti sente benissimo.<br />
Scarta il cuore e lo lecca.<br />
Forse prima nemmeno sapevi di averlo, un cuore.<br />
E poi è arrivato lui.</p>
<p>Cos&#8217;è cos&#8217;è.<br />
Vuoi sapere, ma davvero tu&#8230;<br />
Ascoltalo, non dice bugie.<br />
Oddio, a volte sì, ma tu non credergli.<br />
Lo fa per farti stare bene adesso.<br />
Ma poi fanno sanguinare il futuro, e non è bello.<br />
Non lo affidare alla ragione.<br />
Non è roba sua.<br />
Lei lo rovina perché ci pensa.<br />
E lui soffoca nelle stanze piene di pensieri.<br />
Che sono fumo, si sa.<br />
Senza aria, poverino.<br />
E&#8217; lui.</p>
<p>Non devo dirti cos&#8217;è.<br />
Lo sai, lo sanno tutti.  :)</p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quello che so</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 20:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Missione di Pace]]></category>
		<category><![CDATA[missione di pace]]></category>
		<category><![CDATA[star wars]]></category>
		<category><![CDATA[start trek]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;so che voglio raccontare questa storia perché mi vibra nelle mani. &#8230;so cosa devono dire i personaggi. &#8230;so che J è scema. &#8230;so che J non è sola&#8230;mai! &#8230;so che io la amo anche se è un disegno. &#8230;so che il capitano Kirk non bacerà nessuno prima di McCoy. &#8230;so che Spock non si concederà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="j" src="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/jedi.jpg" alt="J" width="144" height="154" /><a href="http://www.pikadilly.it/olq/category/scarabocchi">&#8230;so che voglio raccontare questa storia perché mi vibra nelle mani</a>.<br />
&#8230;so cosa devono dire i personaggi.<br />
&#8230;so che J è scema.<br />
&#8230;so che J non è sola&#8230;<em>mai</em>!<br />
&#8230;so che io la amo anche se è un disegno.<br />
&#8230;so che il capitano Kirk non bacerà nessuno prima di McCoy.<br />
&#8230;so che Spock non si concederà a J nemmeno dopo aver saputo che&#8230;<br />
&#8230;so che non vi dirò cosa viene a sapere Spock.<br />
&#8230;so che J è costretta a fare quella cosa&#8230;<br />
&#8230;so che amo anche Spock, il <em>mio</em> Spock, nonostante non assomigli per niente a quello <em><a rel="lightbox" href="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/spock.jpg">vero</a></em>.<br />
&#8230;so che amo anche quello <em>vero</em>.<br />
&#8230;so che amo la foto linkata sotto al primo <em>vero, </em>due righe più su.<br />
&#8230;so che il <em>vero</em> Spock mi troverebbe illogica e poco più sensata della parrucca di <a rel="lightbox" href="http://i230.photobucket.com/albums/ee53/Pikadilly/PavelChekovFace.jpg">Chekov</a>.<br />
&#8230;so che ho quasi 28 anni e faccio ridere interi pollai, oltre che alienarmi potenziali datori di lavoro.<br />
&#8230;so che ci saranno anche Han Solo e Chewb<strong>a</strong>cca.<br />
&#8230;so che Han Solo odierà Spock ancora prima di incontrarlo.<br />
&#8230;so che Scott si farà corrompere da J con una bottiglia di Scotch.<br />
&#8230;so che i capelli lunghi di J hanno un preciso scopo.<br />
&#8230;so che ho lievitato un po&#8217; troppo i muscoli di Darth.<br />
&#8230;so che disegnare la maschera di Darth è stato un vero macello.<br />
&#8230;so che Darth non è mio fratello e dovrei chiamarlo per nome e cognome.<br />
&#8230;so che se lo chiamo per nome e cognome non arrivo più perché dovrei scrivere Anakin Skywalker inteso Lord Darth Vader o Lord Dart Fener per noi italiani.<br />
&#8230;so che nella mia storia i nomi sono originali.<br />
&#8230;so che le facce di tutti sono diverse da una scena all&#8217;altra.<br />
&#8230;so di essere una schiappa nelle caratterizzazioni.<br />
&#8230;so la fine della storia.<br />
&#8230;so anche che non ve ne <em>po&#8217; frega&#8217; de meno. </em></p>
<p><strong>Quello che  non so è quando riuscirò a terminare la prima puntata! <img src='http://www.pikadilly.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il principe senza calzamaglia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 18:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penna libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Da piccola non sognavo il principe azzurro, sognavo di conquistare il mondo e magari il cielo. In età da motorino e topexan, quando i maschi non erano più quei simpatici giocattoli bimbomorfi con i quali passare pomeriggi al mare, a nascondersi, a suonare i campanelli e poi scappare, bensì pericolose entità che riuscivano con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da piccola non sognavo il principe azzurro, sognavo di conquistare il mondo e magari il cielo.</p>
<p>In età da motorino e topexan, quando i maschi non erano più quei simpatici giocattoli bimbomorfi con i quali passare pomeriggi al mare, a nascondersi, a suonare i campanelli e poi scappare, bensì pericolose entità che riuscivano con i loro malefici poteri a farmi agitare il cuore, il mio sogno rimaneva ancorato alle trame di conquista, ma qualcosa lo distraeva e, a volte, si scioglieva per sguazzare negli occhi del ragazzo di turno che sentivo di amare.</p>
<p>Ovviamente non ero mai ricambiata, un po&#8217; perché sceglievo quelli sfigatelli che di legge vanno dietro alle più belle delle più belle, un po&#8217; perché ero attraente e sensuale come un montascale, ma soprattutto perché facevo ogni cosa per mostrarmi disinteressata alla mercanzia. Ero fatta strana.<br />
Nonostante l&#8217;abbonamento al due di picche, non soffrivo mai troppo per amore: avevo sempre il mondo e il cielo da conquistare.</p>
<p>Poi, a diciassette anni,<a href="http://www.emetofobiaonline.com/"> persi la vita <em>normale</em></a> e i miei sogni di conquista si ritirarono per lasciare il posto a quelli che puntavano gli occhi indietro, alla <em>normalità</em> scappata dalle mani. Non sognavo più né il mondo né il cielo e tanto meno i ragazzi. Volevo solo tornare <em>normale</em>.</p>
<p>Un giorno, nella foga di cercare un po&#8217; di pace,  <em><a href="http://www.wordshelter.it/te-che-mi-hai-salvata/">qualcuno</a> </em>entrò prepotentemente nei miei giorni, con la grazia di una passione cominciai a ripulire la mia vita. Poco a poco il mondo tornò dentro di me e le stelle si riaccesero tutte, ma qualcosa mancava ancora.<br />
<span id="more-846"></span> Accompagnata da <em>lui, </em>muovevo nuovi passi e quelli che avevo evitato nei precedenti cinque anni di solitudine li ritrovavo lì, davanti a me, pronti per essere affondati nell&#8217;asfalto più duro dei miei anni. Ero sola.</p>
<p>Mentre ricostruivo la mia via, incrociai un uomo.<br />
Un uomo fatto per vivere di giorno, un uomo profumato di nuovo, sembrava appena nato, sapeva di buono, di morbido, di sicurezza, ecco, sì, sapeva di sicurezza.</p>
<p>Ricordo di averlo visto la prima volta saltare fuori dal tramonto mentre ero appoggiata all&#8217;ultima storia di amore non corrisposto, ma parecchio sciupato. Ero adirata con me per essermi sciolta presto in un liquido diventato ghiaccio appena lo avevo sfiorato, ma tutto sommato ancora viva. Ero sopravvissuta alla fame, come poteva uccidermi l&#8217;amore?</p>
<p>Lui mi soffiò accanto come il vento di primavera portato in groppa dalle rondini.<br />
Lo osservavo senza però accorgermi  di tutto il futuro che nascondeva. Ero tanto sicura che lui nemmeno mi vedesse da prendermi la libertà di incontrarlo e parlarci ogni volta che mi sentivo di farlo. E lui sembrava sempre felice quando mi vedeva. E io non me ne accorgevo, lo so oggi perché l&#8217;ho studiato, ma ai tempi ero stroncata dalla sicurezza di essere ancora un montascale con due quarti di girochiappa in meno, ma niente per cui un uomo potesse secernere bava dagli occhi.</p>
<p>E poi quella sera di aprile, mentre la luna s&#8217;acquattava dietro il campanile della cattedrale e la vie del centro si riempivano di maglioncini leggeri e giacche legate in vita <em>perché non si sa mai se poi fa freddo</em>, ho lasciato che le labbra di quell&#8217;uomo insospettabile scoperchiassero il futuro che nascondevano.</p>
<p>Un vulcano di me future che io non potevo nemmeno immaginare. C&#8217;era un tutto dentro quell&#8217;uomo che per anni ho pensato di morire soffocata dal suo amore. Era troppo, il troppo che ti fa pensare di doverlo lasciare andare perché non te lo meriti. Dopo anni di niente, era inammissibile, inaccettabile.<br />
In seguito mi resi conto che di quel tutto potevo prenderne una parte e accucciolarmi in un angolo, accarezzando la nostra vita insieme, non rinunciando alla felicità perché il passato mi aveva detto che non era fatta per me. Io me la presi ugualmente e mi ripresi anche quell&#8217;uomo.</p>
<p>&#8220;E&#8217; troppo grande, diciassette anni di differenza sono troppi, non durerà&#8221;, dicevano molti. Gli stessi che oggi storcono il naso pensando che loro hanno lasciato i propri coetanissimi amori e io, invece, ho ancora il mio.</p>
<p>Nonostante tutto il dolore che ho versato nella sua vita, quell&#8217;amore troppo grande per i miei venti anni è ancora qui e oggi diventa ancora più grande.</p>
<p>E non lo so perché, ma più andiamo avanti e più mi sembra di averli conquistati, il mondo, il cielo e il principe azzurro, ma senza calzamaglia, ovviamente.</p>
<p>Buon Compleanno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un po&#8217; di roba</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 14:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Penna libera]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un post di fermata, un riassuntino delle mie migrazioni da extrablogger: ogni tanto faccio l&#8217;immigrata più o meno clandestina in altri blog. Missione di Pace sta procedendo veloce come un tedoforo artritico. Sob. Spero di pubblicare la  striscia lunga prima che a J si guasti l&#8217;amore per Mr Spock e mi boicotti infiltrandosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un post di fermata, un riassuntino delle mie migrazioni da extrablogger: ogni tanto faccio l&#8217;immigrata più o meno clandestina in altri blog.</p>
<p><a href="http://www.pikadilly.it/olq/category/scarabocchi">Missione di Pace</a> sta procedendo veloce come un tedoforo artritico. Sob. Spero di pubblicare la  striscia lunga prima che a J si guasti l&#8217;amore per Mr Spock e mi boicotti infiltrandosi in una puntata di Beautiful. <img src='http://www.pikadilly.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Intanto ecco qualche raccontino postato su Word Shelter (vanno dal più giovane al più vecchio):</p>
<p><a href="http://www.wordshelter.it/te-che-mi-hai-salvata/">A te che mi hai salvata</a></p>
<p>Un racconto per l&#8217;Emetofobia:<a href="http://www.wordshelter.it/una-galassia-intorno/"> La galassia intorno</a></p>
<p><a href="http://www.wordshelter.it/guardano-solo-te/">Guardano solo te</a></p>
<p><a href="http://www.wordshelter.it/uomo-fondo-al-pozzo/">L&#8217;uomo infondo al pozzo<br />
</a><br />
<a href="http://www.wordshelter.it/nascosti-dalle-stelle/">Nascosti dalle stelle</a></p>
<p><a href="http://www.wordshelter.it/soli-il-sole/">Solo il sole</a></p>
<p>Sì, ho avuto il coraggio di pubblicare &#8216;sta roba.  <img src='http://www.pikadilly.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Video: Spock &#8211; E.T.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 10:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[spock]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo momento scrivo comandata da una delle mie personalità dodicenni, tenetene conto per eventuali insulti o prese per il bottom. Una settimana fa, ho sentito per la prima volta la canzone  &#8220;E.T.&#8221; di nostra signora Katy Perry e non ho proprio potuto fare a meno di pensare subito a orecchiepizzute Spock. Così, intenzionata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento scrivo comandata da una delle mie personalità dodicenni, tenetene conto per eventuali insulti o prese per il bottom. <img src='http://www.pikadilly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Una settimana fa, ho sentito per la prima volta la canzone  &#8220;E.T.&#8221; di nostra signora Katy Perry e non ho proprio potuto fare a meno di pensare subito a <em>orecchiepizzute</em> Spock.</p>
<p>Così, intenzionata a non spenderci mezza vita, ho deciso di farci un video.</p>
<p><em>Seee, te piacerebbe,</em> m&#8217;ha detto Windows Movie Maker. Infatti sono stata numero tre giorni a litigare con quello stramaledettissimo videoeditor per Teletubbies, perché se osavo modificare i fotogrammi verso la fine, mi si sbudellavano quelli all&#8217;inizio; se non toccavo nulla, sbudellava ogni cosa; se toccavo tutto era capace di non sbudellare, ma di salvare sbudellando. Insomma, alla fine l&#8217;ho mandato a fanchiù con tutte le mie riserve di odio e mi sono fatta consigliare dagli amici di social, approndando così a <a href="http://www.pinnaclesys.com/PublicSite/it/Home/">Pinnacle.</a></p>
<p>Apriti cielo.<br />
Con Pinnacle ho fatto in un&#8217;ora ciò che con WMM stavo per fare in una settimana. <img src='http://www.pikadilly.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Il risultato non è il massimo, voglio dire, è il mio primo &#8211; e forse anche ultimo &#8211; video, oltretutto non ho avuto a disposizione tutte le scene che volevo inserire, però va bene così: l&#8217;importante era soddisfare la fregola della trekker dodicenne che è in me.</p>
<p>Lui, Spock, ci sta proprio bene seduto su questa canzone.<br />
<span style="color: #ffcc00;"><br />
</span></p>
<p>Buona visione e mi raccomando, siate clementi. <img src='http://www.pikadilly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un compleanno</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 16:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pikadilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pikerie]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei è una delle tante storie che potrei raccontare scrivendo una sola parola. Lei nella mia testa è sempre vestita di bianco e sembra una turista inglese. Lei ha gli occhi di un azzurro elegante. Lei vola sorridendo sopra i tetti grigi. Lei mi ha prestata al mondo. Lei non teme il tempo che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lei è una delle tante storie che potrei raccontare scrivendo una sola parola.</p>
<p>Lei nella mia testa è sempre vestita di bianco e sembra una turista inglese.</p>
<p>Lei ha gli occhi di un azzurro elegante.</p>
<p>Lei vola sorridendo sopra i tetti grigi.</p>
<p>Lei mi ha prestata al mondo.</p>
<p>Lei non teme il tempo che si deposita sul suo volto.</p>
<p>Lei non dice No se vuole dire Sì.</p>
<p>Lei non è la moglie di nessuno.</p>
<p>Lei è madre di tutti i figli del mondo.</p>
<p>Lei cammina zoppicando.</p>
<p>Lei solleva la vita con un braccio solo.</p>
<p>Lei corre anche quando non riesce ad alzarsi.</p>
<p>Lei non ha recinti.</p>
<p>Lei non guarda e passa, si ferma e fa.<br />
<span id="more-790"></span><br />
Lei non dice, mostra.</p>
<p>Lei non ha idee con il prezzo.</p>
<p>Lei non ama i soldi.</p>
<p>Lei non è un anello al dito.</p>
<p>Lei non ama i gioielli.</p>
<p>Lei non si maschera con il trucco.</p>
<p>Lei ha tante lentiggini.</p>
<p>Lei è minuta, ma sembra immensa.</p>
<p>Lei non porta fiori ai morti.</p>
<p>Lei rispetta i vivi.</p>
<p>Lei non ama i vestiti con i fiori.</p>
<p>Lei non è appariscente.</p>
<p>Lei non ha paura dei pazzi.</p>
<p>Lei ha paura di chi si crede normale.</p>
<p>Lei non spreca le lacrime.</p>
<p>Lei non chiede se non è costretta.</p>
<p>Lei rende sempre più di quel che ha ricevuto.</p>
<p>Lei non parla degli altri.</p>
<p>Lei non dice quando dona.</p>
<p>Lei non dice a chi dona.</p>
<p>Lei saluta tutti.</p>
<p>Lei non si arrabbia se qualcuno non risponde.</p>
<p>Lei sa prendersi cura di tutti.</p>
<p>Lei non è perfetta.</p>
<p>Lei ha cresciuto i figli da sola.</p>
<p>Lei non li ha battezzati.</p>
<p>Lei li ha lasciati liberi.</p>
<p>Lei è libera.</p>
<p>Lei sta crescendo.</p>
<p>Buon Compleanno, Mum. <img src='http://www.pikadilly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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