Alle cinque del pomeriggio

1
May
2010

Il cielo s’appostava
in uno dei tanti quadri lungo la strada.

Spazzava il nulla,
o estirpava la capigliatura alla natura schizzata fuori dal cemento,
intanto del vicin vivere s’interessava.

Io me lo ricordo così, il cielo.
Affidato al volto di un’anziana donna,
ferma ad osservare la vita
che su quattro ruote le sfilava davanti.

Annunciava l’avvento della sera,
il ritorno alla sicurezza della cena,
al tepore della notte.

Quello era l’unico cielo che non si truccò mai di buio,
nemmeno quando è morto.

Io l’ho visto.
Era ancora giorno in quegli occhi.

Scritto da: Pikadilly

Sono una Web smanettona che soffre di Guareschite acuta e di una forte librodipendenza. Disintossicarmi è impossibile, così cerco le mie dosi di libri passando tre quarti della mia vita a tempo libero sniffando parole e storie. La biblioteca è il mio harem, le librerie le mie spacciatrici legalizzate. Insomma, voglio morire di lettura.

1 Commento per “Alle cinque del pomeriggio”

  1. #1
    Commento di: Sergio
    Data: 12 Sep, 2010 Ore: 12:26 am

    Due occhi vedono una scena del mondo e quella esiste solo per loro in quell’istante e in quella visuale. Nessun altro occhio la vedrà mai così.
    E portano il mondo con loro perché, anche se è passato senza fermarsi, guardandolo hanno mutato espressione.

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