Alle cinque del pomeriggio

1
May
2010

Il cielo s’appostava
in uno dei tanti quadri lungo la strada.

Spazzava il nulla,
o estirpava la capigliatura alla natura schizzata fuori dal cemento,
intanto del vicin vivere s’interessava.

Io me lo ricordo così, il cielo.
Affidato al volto di un’anziana donna,
ferma ad osservare la vita
che su quattro ruote le sfilava davanti.

Annunciava l’avvento della sera,
il ritorno alla sicurezza della cena,
al tepore della notte.

Quello era l’unico cielo che non si truccò mai di buio,
nemmeno quando è morto.

Io l’ho visto.
Era ancora giorno in quegli occhi.

Sole di primavera

29
Apr
2010

Capisco questo sole
che adirato con la primavera
cerca di bruciarla.

La gonna della notte

8
Apr
2010

Non attaccarti a questa notte,
lei finirà ballando con l’altra parte del mondo.

Tornerà dimentica di te e del tuo nome,
non saprà riconoscere il tuo viso, la tua voce.
Non affidarle i tuoi ricordi, li perderà.

Lascia che sia il sole a fotografare questi momenti.
Lui c’è sempre, padre anche della notte.
E’ sulle guance della luna, guarda.

E se non puoi, siediti qui e concentrati sul profumo.
Rendilo il primo cuscino d’aria su cui ti sei appoggiato.
Non lo dimenticherai, vedrai.

Hai visto che gonna porta la notte stasera?
Ha troppe onde per non seguire il vento.
Non li tratterrà, li perderà, li darà al vento e tu rimarrai senza ricordi.

Lascia la notte a quelli che hanno bisogno di dimenticare.

Stracci

24
Mar
2010

Stanotte, uso le parole come stracci.
Lisce, si lasciano trascinare.

Non posso ripulire il cielo dalla notte,
morbide paroline.

Arrendetevi, aiutatemi a liberare la terra.
Questo pavimento ha bisogno di una passata,
di un’altra,
di un’altra ancora.

Al cielo sono stati concessi il sole e i suoi raggi.
Bastano pochi centimetri di alba,
ed ecco una volta celeste fresca e profumata.

A noi è toccato in sorte di star quaggiù
ad annaspare tra i pezzi di notte fatti cadere dal sole.

Qui c’è tanto da pulire.

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