Quel graffio che sa di nulla
Nelle poesie vige l’anarchia, questo è un bene.
Quindi c’è libertà di scrivere con compasso e squadra e di scrivere come viene viene.
Tuttavia, visto che anche lo schifarsi vive nell’anarchia, mi permetto di fare smorfie di disgusto quando leggo dei già sentiti nelle poesie.
“Il cuore graffiato”, “toccare il sole” e bla bla bla. Sono tutti cliché usati miliardi di volte, espressioni che alla fine non vogliono dire nulla, riescono solo a mostrare la fantasia recintata del poeta.
Non dirò mai “il poeta è questo o quello”, come non dirò mai “l’amore è questo o quello”, lascio le definizioni a chi è più bravo di me a capire le faccende della vita, però mi permetto di dire che bisogna distinguere tra il poeta inventore e l’accatastatore di già sentito.
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