Auguri Roma

21
Apr
2010

“Guarda da quella parte”, disse mio fratello sorridendo.
“Che c’è di là?”
“Tu guarda”, rispose convinto.

Non capivo, cosa potesse mai esserci là. Vedevo un vetro appannato e quattro teste muoversi come passivi fiori metropolitani, mentre il treno suonava un ritmo metallico.

Un fulmine sventrò il finestrino, lacerando il tempo scaraventò tutto il mio corpo dentro un’orchestra di sensanzioni impazzite.
Nessuno se ne accorse. Sì, forse solo mio fratello. Lui lo sapeva, ecco di cosa era convinto.

Una pistola carica di storia, pronta a sparare nel mio adolescente animo una pallottola impossibile da estrarre.

Puntata verso di me, quella pistola era San Pietro.

Ce l’avevo con i miei occhi incapaci di far entrare così tanta bellezza, li volevo più grandi, li volevo più forti…li volevo, volevo un altro paio di occhi, perché quelli che avevo non mi bastavano!

Ero a Roma.
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