Buona fortuna, Spock…
“Essere una foglia senza albero che cammina in mezzo agli alberi degli altri.
Non trovare mai un luogo da chiamare casa o uno specchio dove vedere una sola e nitida immagine. Una, cento, mille, un milione di alberi e foglie possibili. Ma qual è quella giusta? La casa in cui starai bene, la foglia che più ti assomiglia?
Ti chiedi costantemente dov’è la finestra dalla quale puoi appoggiarti per osservare l’universo, semplicemente, senza doverlo conoscere tutto per trovare un te stesso definitivo, un te stesso da non tornare indietro.
Camminare lungo qualche via che non è mai la tua, dove non ci sei mai tu, ma solo una delle tue metà.
Un mezzo questo e un mezzo quello, sacrificabile per salvare chi un ramo fisso al quale tornare lo ha sempre avuto. Dopotutto non c’è un posto da lasciare vuoto dove scrivere “Questa era la casa di una grande foglia. Lui era una grande foglia”. Nemmeno tu sai l’indirizzo di casa tua né sai scrivere il nome sul campanello.
E per primo ti fai avanti quando l’ignoto ha bisogno di diventare noto, mentre senti la più debole onda del mare cancellare le tue impronte. Allora ti scegli da solo perché l’ignoto è forse l’unica cosa certa della tua vita. Mentre gli altri ti guardano andar via attaccati ai loro solidi rami, ti senti felice nel vedere proprio là, nel buio, la foglia e l’albero unirsi e diventare un unico te.”
Buona fortuna, Spock… è la frase pronunciata dal Dr McCoy quando Spock parte con un capsula alla scoperta di una forma di vita aliena che minaccia la galassia nella puntata “La Galassia in pericolo” (The Immunity Syndrome), ovviamente nella serie originale (TOS) di Star Trek.
Il capitano Kirk deve decidere chi tra Spock e McCoy è il più adatto ad affrontare una missione fisicamente e psicologicamente pericolosa come questa. Alla fine sceglie il vulcaniano proprio per la sua struttra fisica e mentale.
Spock, prima di essere scelto da Kirk, si sceglie da solo, come sempre, come tutte le persone che stanno nel mezzo e si sentono sacrificabili, anche se naturalmente Spock si propone seguendo la sua logica.
Usa la forza…
Sparata a massima curvatura, l’Enterprise sta facendo rotta su Ki’rot, il pianeta minacciato di distruzione dal terribile Darth Vader, un Jedi dai dubbi gusti in fatto di elmetti e il vizio di soffocare le persone.
Durante il viaggio, il Gran Maestro Yoda contatta l’Enterprise. Spock spera di liberarsi finalmente della Jedi, in verità il verdolino Yoda richiama a sé la giovane per allenarla prima dello scontro su Ki’rot.
Togliere dalla mente della ragazza il pensiero di Spock è cosa dura anche per il Gran Maestro Yoda.
Lo so lo so lo so.
Ricordo quello che ho scritto nel post dell’ultima strisciolina ( cito: “Inoltre abbandonerò per un po’ tempo la pubblicazione settimanale a favore di quella mensile, che conterrà, ovviamente, più pagine, storie più consistenti e una maggiore caratterizzazione dei personaggi”), ma la sfiga è forte in me, così lo scanner è andato in coma: alle volte si sveglia facendomi credere che sarà per sempre e poi, boom, ricade nel sonno dei giusti.
Quindi, aspettando di poter scannerizzare e pubblicare la mega strisciona (anticipino: c’è Darth Vader, la santissima trinità Kirk-Spock-McCoy al completo e una battaglia molto particolare…), butto in tavola la prima che ho scarabocchiato con Yoda (in verità nasce come abbozzo di Yoda), sperando che il mio scanner segua la luce in fondo al tunnel, se no gli stacco la spina per sempre.
Alla prossima.
Che galassia sarebbe…
E’ quasi Natale, Kirk, Spock e McCoy stanno passando le feste sull’Enterprise. A tener loro compagnia c’è la Jedi, che da qualche giorno è miracolosamente calma e tranquilla. Ma questo stato di quiete durerà poco, da Starfleet arriva un ordine molto strano che la riguarda…
Lunga postilla.
Tempo e sfiga permettendo, vorrei far prendere a questa storia una piega meno sbrindellata. Prima di tutto bisognerà trovare un nome alla ragazza Jedi, ma non voglio farlo da sola, così ho pensato ad un concorsino del quale parlerò nei prossimi giorni. Inoltre abbandonerò per un po’ tempo la pubblicazione settimanale a favore di quella mensile, che conterrà, ovviamente, più pagine, storie più consistenti e una maggiore caratterizzazione dei personaggi.
Concedersi
Dopo averle faticosamente divise, il tenente Uhura, l’infermiera Chapel e la giovane Jedi hanno ricevuto l’ordine di ritirarsi nei propri alloggi a riflettere. Spock, abbandonato l’istinto molto logico, ma poco carino, di gettare furtivamente la Jedi insieme ai rifiuti dell’astronave, si è rivolto al Dr McCoy per un consiglio professionale “da chi se ne intende di illogicità umana”…
Le nemiche della pace
L’attesa per Spock è stata lunga, ma ora ha tra le mani l’ordine della Federazione sul destino della psicopatica Jedi che lo perseguita. Il suo desiderio di mollarla sul primo pianeta semiabitabile incontrato dall’Enterprise non potrà essere esaudito. Kirk, invece, è felice di averla ufficialmente a bordo e decide di presentare la ragazza ponte per ponte.





