Il vento bisogna lasciarlo parlare
“Oggi c’è un vento…” dice una signora parlando con una sua amica.
“E hai visto che nuvole?” domanda l’altra.
Il giorno dopo.
“Oggi il sole picchia troppo” dice un signore appoggiato al bancone del bar.
“Sì, non si sa più come ci si deve vestire” risponde il barista mentre sistema le tazzine da caffè.
Terzo giorno.
“Piove ancora, mannaggia. Dovevo andare a ritirare l’abito per la cerimonia” dice un uomo mentre scruta il cielo.
“E io? Io dovevo stendere i panni” dice la futura moglie.
Quarto giorno
“Brrr, che freddo” rantola una donna stringendosi nella sua pelliccia marrone.
“Ci sono pochi gradi, oggi…non vedo l’ora che arrivi l’estate” vaporizza il marito sistemandosi il cappello.
Quinto giorno. Estate
“Fa troppo caldo” afferma un uomo in calzoncini.
“Davvero, è insopportabile…non vedo l’ora che arrivi l’inverno” ansima un altro in canottiera.
Alcune volte appoggio il viso sul vetro della finestra, guardo fuori, sento il vento. E mi viene da pensare che non c’è niente di sbagliato nei rami risvegliati dal vento, nell’espressione rabbuiata delle nuvole, nel sole divertito, nella pioggia disperata, nel freddo silenzioso o nel caldo emozionato.
Il vento bisogna lasciarlo parlare.

